Margotta di un biancospino

In questa pagina, illustro e commento i vari passi che ho seguito per margottare un biancospino di circa 20 anni.

La pianta è cresciuta nel sottobosco costituito prevalentemente da canne alte circa 2 metri, rampicanti spinosi e querce. Conseguenza disastrosa di questo fitto sottobosco, sono stati innanzitutto una quantità di graffi che mi sono procurato su tutto il corpo!!!! Per la pianta invece, ha fatto sì che sviluppasse un tronco verticale alto circa 4 metri per scavalcare l'altezza delle canne e prendere piu' luce senza produrre significativi rami laterali.

Dal punto di vista bonsaistico quindi, la pianta di per se non suggerisce nulla ma ho deciso ugualmente di margottare questa pianta perchè in primo luogo è grande di eta' e per il suo movmento iniziale inclinato del tronco; in secondo luogo, ho pensato risolvere il problema della notevole altezza, tagliando il tronco ed innestare.

Ai cari lettori, prego di darmi suggerimenti o qualunque altra cosa su soluzioni che non ho considerato.

 

 

Ho usato un seghtto per delineare i due anelli sul tronco, poi con l'aiuto di un martello e di uno scalpello, ho tolto la corteccia in maniera semplicissima fino a raggiungere la parte bianca interna del tronco.

Gli attrezzi usati sono quelli visibili in foto.Sono attrezzi comuni e non indicati per attivita' bonsaistica ma per lavori grossolani che non richiedono una certa precisione, possono andar bene ugualmente.

 

Ho usato una busta di plastica comune per avvolgere la base del tronco. Ho praticato poi dei fori di drenaggio sulla busta per espellere il quantitativo di acqua in eccesso. Infine ho fissato la busta al tronco utililizzando dello spago.

 

Sistemata la busta, ho ricoperto quest'ultima di terriccio universale aggiungendo un po' di sfagno presente stesso lì come foglie secche, rametti, insomma un po' di sottobosco.

 

Riempita la busta di terriccio, chiudo i sacchetto avvolgendolo con del filo. Infine pratico due fori sulla sommita' della busta (visibili le due mazzarelle conficcate) per innaffiare.

Il lavoro dunque è completato con un'innaffiata di sprintene per agevolare lo sviluppo radicale.

Probabilmente è un po' tardino margottare a meta' giugno; tuttavia credo che a fine agosto stacchero' la margotta'.

 

Dopo un anno, do una sbirciatina:

 

Wow!! Con mio sommo piacere, noto che si sono formate belle radici disposta radialmente! ^___^

Siamo sono nella meta' di ottobre, per cui non è ancora il momento di staccare la pianta.

E' il 3 febbraio 2008, l'arbusto di biancospino comincia a muoversi, le gemme sono belle gonfie, pronte per aprirsi!

E' il momento ideale per staccare la margotta!!

Ho dovuto effettuare 2 tagli:

1) Il taglio principale per staccare la nuova pianta dal tronco madre.

2 La capitozzatura. Si è trattato di effettuare un taglio di quasi 4cm, che ho deciso di eseguirlo a "coda di rondine" per favorire il processo di rimarginazione, oltre ovviamente che proteggerlo con del mastice appropriato.

Dunque, tolgo il sacchetto di plastica ed adagio la pianta nel vaso basso e largo precedentemente preparato:

Il terriccio, è composto da 70% terriccio universale e 30% pomice.

La pietra che si vede, serve per non far cadere la pianta, dato che il peso dei rami tendeva a farla ribaltare.

Ecco la pianta appena invasata: