Prima di iniziare ringrazio mio fratello Alessandro (BonsaiLab) e la mia amata Lidia che come regalo per la mia Laurea hanno avuto la splendida idea di regalarmi questo magnifico esemplare di Corbezzolo. L'essenza non mi era completamente sconosciuta. Qualche hanno prima, durante un mio viaggio a Izmir (Turchia) nel mese di Novembre, questa strana pianta aveva catturato la mia attenzione per i suoi frutti rossi e sferici dalla buccia rugosa e dall'aspetto invitante che erano praticamente venduti ad ogni angolo dei bazar e delle stradine di ogni quartiere della città.
Mi hanno detto che questi frutti sono commestibili ma non hanno un sapore granché particolare. Avremo modo di scoprirlo spero alla fine di quest'anno (2007).
Dopo essermi informato sulle caratterisriche botaniche del corbezzolo ho realizzato che è una pianta dal ciclo vitale abbastanza particolare oltre che lento. In pratica ha una fruttificazione che dura tutto l'anno e non è difficile imbattersi in una pianta che ha sia i fiori che i frutti contemporanemante. Ama i terreni molto drenanti e non necessita di frequenti innaffiature.
Il periodo migliore per il rinvaso è, come per le latifoglie in generale, prima del risveglio primaverile. Considerando dunque la latitudine (Napoli), da metà febbraio si può già considerare di cominciare a rinvasare diverse essenze. Così mi decido a compiere questa operazione che rientra tra le fondamentali per chi vuole mantenere i propri bonsai sempre in salute. Comiciamo col descrivere i vari passaggi:
Mi è stato subito proposta una miscela di Akadama, pomice e lapillo del vesuvio in un vaso di gress di medie dimensioni. Ma il prezzo del vaso oltre a quello dell'Akadama che avrei dovuto prendere in grosse quantità, mi hanno fatto desistere. Ho deciso quindi di rinvasare nello stesso vaso cambiando solo il terriccio che ho optato per una molto più economica ma non meno efficace miscela di 70% di pomice e 30% di terriccio base.
Naturalmente la prima cosa da fare è settacciare per eliminare la polvere e la grana fine dal resto della composizione. Quindi comincio prima col terriccio base e poi la pomice che oltre al settaccio necessita di una lavata per liberarla della finissima polvere che se non eliminata crea dei depositi sul fondo del vaso a seguito di ogni innaffiata e alla lunga può creare gravi dorme di marcescenza radicale.

Tralasciando una parte di terriccio base comincio a miscelare tutta la pomice con l'ausilio di uno strumento altamente tecnico per questo tipo di operazione... un porta bicchieri di plastica rossa! Si è rivelato estremamente utile per questo lavoro.

A questo punto ho cominciato a districare le radici e liberarle dal terreno preesistente con l'ausilio di un tridente, indspensabile se si vuole fare correttamente questa operazione. Quando le radici sono state completamente messe a nudo, ho potuto valutare quali fittoni e appendici radicali potevano essere rimossi o eliminati. Da premettere che è stata la prima volta che ho lavorato su una pianta di tali dimensioni! Consiglio dunque di farsi aiutare nel momento in cui si comincia la potatura delle radici....

Dopo un' innaffiata a pioggia su tutto l'apparato radicale, ho cominiato a eliminare gli speroni centrali, con l'ausilio di un seghetto, aventi pochissime radichette.In questo modo ho favorito solo le radici circolari e liberato la parte sottostante da inutili appendici legnose. Così ho ottenuto un abbassamento dello spessore dell'apparato radicale in previsione del prossimo rinvaso in un vaso bonsai poco profondo.
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Dopo aver fissato al vaso un paio di spezzoni di fil di ferro (meglio se di rame ma al momento non avevo di meglio) e aver creato un primo strato di terreno drenante, ho adagiato il corbezzolo nel vaso e fissatto col fil di ferro. Infine, col portabicchieri ho sistemato la miscela di terriccio accuratamente tra le radici con l'ausilio del tridente (dalla parte appuntita ma, in mancanza, vanno benissimo anche le classiche bacchette di legno facilmente reperibili in qualsiasi ristorante cinese le cosidette HASHI!!!) . :))

Avendo tolto, un seppur minimo di apparato radicale, è buona norma operare una potatura della chioma verde per aiutare la pianta a ritrovare un nuovo equilibrio tra parte aerea e parte sotterranea (foglie - radici). Tolti quindi i rami troppo lunghi e alcuni rami con troppi frutti, ( questi sottraggono molte energie alla pianta!) ho scelto il fronte migliore della pianta e apposto un filo di ferro sul bordo del vaso per riconoscerlo.

Il prossimo rinvaso lo si farà tra un paio d'anni almeno e si opterà per un vaso in gress scuro e una composizione più articolata del terriccio.
Si attenderà almeno un paio di mesi prima della concimazione con un composto a cessione lenta.
Il prossimo inverno, quasi certamente opererò la potatura del grosso ramo visibile a destra, esaltando in questo modo il movimento del tronco principale e inclinando la pianta leggermente a destra. Prima di far questo, voglio procurarmi dell'ottimo cicatrizzante e informarmi sulle modalità e sul periodo migliore per effettuare un tale lavoro sul corbezzolo. Si accettano consigli!
Il lavoro è terminato.

Giuliano C.